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Come saprete, la libreria di doppiozero ha da qualche mese un nuovo modo con cui scaricare e acquistare i suoi libri. Per questo la tessera di doppiozero potrà essere utilizzata solo entro la fine di quest'anno. Dal 2015 l'acquisto dovrà essere effettuato con le nuove modalità.

Questo non significa che il rapporto con voi fedeli lettrici e lettori si interrompe. Per continuare a sostenere il nostro lavoro potete cliccare sul bottone “Sostieni” e contribuire al finanziamento di Doppiozero.

Stiamo poi preparando speciali iniziative e una selezione di libri esclusivi riservati ai possessori della tessera. Il credito residuo andrà tuttavia necessariamente speso entro il 31 dicembre 2014.

Per ringraziarvi del vostro prezioso sostegno, abbiamo preparato un e-book speciale, il bellissimo saggio sull'Orlando Furioso di Gianni Celati, Angelica che fugge, che potete scaricare da oggi stesso.

È importante per noi sapere che apprezzate ciò che facciamo e che ci seguirete nelle avventure culturali del prossimo anno. Nel 2015 rinnoveremo la nostra attività editoriale. Vi terremo al corrente di quanto andiamo facendo e sarebbe prezioso ricevere vostri pareri e proposte.

Grazie a nome di tutti collaboratori per aver contribuito alla crescita di doppiozero in questi anni. Continuate a darci il vostro sostegno.

Marco Belpoliti e Stefano Chiodi

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Gianni Celati
Angelica che fugge
Una lettura dell'Orlando Furioso

Inseguendo la bella Angelica, i paladini di Re Carlo si perdono nella foresta, dimenticando i loro doveri di uomini d'armi. Anche Celati insegue la sua immagine, inoltrandosi fra le ottave dell'Orlando Furioso, che si snodano segnando itinerari avventurosi fra duelli, apparizioni, incantesimi, viaggi fantastici e amori appassionati. Il poema di Ariosto appare a Celati come un'espansione del movimento della fuga, secondo un procedere erratico e non programmato, lontanissimo dall'idea di trama diffusa nel romanzo moderno. Il racconto epico-cavalleresco si snoda con una libertà d'invenzione che rispecchia un'idea della vita e del narrare come libero esercizio della fantasticazione, la sola che lasci aperta la strada alle attrazioni d'amore, alle svolte inattese del destino e alla meraviglia. Nello stesso tempo, la contentezza che il poema ariostesco riesce a darci subito, con la fuga di Angelica, è appunto quella della mobilità continua, del perdere la meta per "vani sentieri", nel dedalo di vagabondaggi in cui si sperdono i maggiori eroi. L'effetto dello sperdimento crea uno stato di sospensione, in cui la lettura prende il senso dell'incanto: l'incanto di quando si va dietro a qualcosa senza una meta, ma trascinati da un richiamo".

Nunzia Palmieri

 

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