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a cura di Bertram Maria Niessen
Sociale, digitale. Trasformazione della cultura e delle reti
saggistica,Saggi, anno: 2013
isbn: 98 8889 7685 197
prezzo: €2,00
Categoria: Arte
Copia elettronica: PDF e ePub

La produzione di senso del nostro mondo passa sempre di più attraverso strumenti, piattaforme e infrastrutture legate al Web. La velocità con cui i sistemi di organizzazione della cultura e della società hanno compiuto questa transizione non ha lasciato spazio, nella maggior parte dei casi, alla costruzione di uno sguardo critico in grado di cogliere i legami tra le tecnologie dell’informazione e della comunicazione e le nuove forme di potere. Lungi dall’avere la pretesa di fornire una visione complessiva di questi cambiamenti, questa raccolta di testi inediti vuole offrire alcuni strumenti di riflessione per aiutare a gettare un ponte tra ambiti di studio ormai consolidati all’estero e il contesto italiano, nel quale ancora troppo spesso si considerano “le cose di Internet” un argomento da specialisti.

 

Gli autori raccolti in queste pagine costituiscono un campionario interessante delle nuove tipologie di ricercatori che si occupano di quello che avviene all’intersezione tra media digitali e società. Sono figure dai percorsi ibridi, i cui approcci multidisciplinari in molti casi sono maturati in quelle nuove forme di attivismo - digitale e non - che non si limitano a dare per scontate le visioni della tecnologia che ci vengono proposte abitualmente.

 

Adam Arvidsson è professore Associato di Sociologia all’Università Statale di Milano, dove insegna Sociologia della Globalizzazione e dei Nuovi Media. Ha insegnato in Inghilterra e in Danimarca. Dopo aver pubblicato il suo ultimo libro sulla funzione del brand nell’economia dell’informazione (Brands. Meaning and Value in Media Culture, London; Routledge, 2006, traduzione italiana con Franco Angeli, 2010), Arvidsson si è interessato alle nuove forme di produzione e organizzazione economica che si sono evoluti intorno ai nuovi media. In questo ambito sta svolgendo un progetto di ricerca su economie della reputazione, con la Copenhagen Business School, e lavora con il gruppo Societing. Questo suo filone di ricerca si riassume nel prossimo libro, The Ethical Economy. Business and Society in the 21st Century, in corso di pubblicazione con la Columbia University Press.

 

Nicola Bruno è soprattutto un giornalista ed uno studioso di giornalismo. Come tale, nel testo “Fast-forward e Rewind: l’informazione al tempo dei social media” si è interrogato su una delle questioni più stringenti relative al rapporto tra tempo e cambiamento dell’informazione: come è possibile conciliare i tempi di un’infosfera che si nutre per 1440 minuti al giorno di notizie sempre nuove provenienti in tempo reale da ogni angolo del globo - nella quale ognuno dei miliardi di utenti dei social network è potenzialmente un produttore di scoop - con un’analisi approfondita dei fatti che stanno dietro alle notizie?

 

Tiziano Bonini è sia uno studioso dei media che un autore radio freelance; in questo suo doppio percorso ha avuto modo di mettere alla prova molte delle teorie sulla natura del rapporto tra i media ed il loro pubblico. Il suo saggio “Non esiste più il pubblico di una volta” indaga le trasformazioni di questa relazione, interrogandosi su come sia possibile ridefinire il concetto di “valore” al suo interno.

 

Vito Campanelli è un sociologo dei media che indaga il rapporto tra le estetiche del digitale, i social network e le forme di produzione distribuita attraverso le reti. Il suo contributo “Fine della privacy. Ingenuità e contraddizioni delle politiche di Internet” riflette sul nodo centrale della crisi delle forme tradizionali di privacy portata dall’espansione delle forme di socializzazione digitale.

 

Alessandro Delfanti si occupa di comunicazione della scienza e del rapporto tra potere, media e scienze naturali. Nel capitolo dal titolo “La scienza aperta nell’era dei media digitali”, Delfanti descrive le principali linee di sviluppo della scienza open-access e peer-to-peer: nuove forme non solo della circolazione del sapere scientifico, ma anche della sua produzione.

 

Bertram Maria Niessen è un ricercatore ed attivista che lavora sulle relazioni tra cultura, media, spazi urbani, innovazione sociale e processi di produzione in rete. Il capitolo “Do It Yourself. Dal garage alla costruzione della realtà” riflette su come la proliferazione delle forme di autorganizzazione culturale e materiale possa costruire nuovi spazi di autonomia.

 

Maurizio Teli è uno studioso proveniente dall’ambito della sociologia e delle scienze politiche che sta passando al setaccio le comunità di sviluppatori FLOSS (Free/Libre and Open Source Software), alla ricerca di nuove “pratiche di libertà” nella produzione di artefatti digitali. Il suo testo “Internet, la produzione di beni comuni digitali e la proprietà collettiva” ricostruisce la storia della GNU - General Public License. Di come, cioè, i primi attivisti dei digital commons abbiano progressivamente creato delle nuove istituzioni per tutelare una ricchezza che volevano rimanesse di pubblico dominio.

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