La libertà di non essere madri

La stessa notte in cui ha finalmente successo, Victor Frankenstein sogna la propria madre, che si decompone nel momento stesso in cui lui l’abbraccia. La scena onirica descritta da Mary Shelley racconta la storia millenaria della battaglia combattuta sul corpo delle donne per l’appropriazione della loro capacità generativa, la storia di una potenza che deve essere dominata per affermare un potere. La tecnica che in questa storia prende il posto della natura non è uno strumento orientato a espandere capacità genericamente umane, ma la cristallizzazione di un dominio patriarcale che riduce il corpo della donna a una funzione della propria riproduzione.

Paola Rudan
   di Paola Rudan

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