Viseità
Seconda parte

Per la clinica lo sguardo delle persone è espressione. Sempre che non si mettano subito sul lettino, come se il corpo tutto - e quel frammento espressivo della viseità - non fosse materia nella relazione. Finché si piange, o ride, la soglia indiziaria dell'interpretazione sembra scontata, anche se non lo è. Quando l’espressione è meno marcata, è incerta e ambigua, allora può emergere l’aggressività dello specialista: costui è evitante, lei manipolatrice, l’altro ambivalente, resistente. Il lessico si conosce, il solito, limitato e ripieno di principi dormitivi. Invero quando uno ti guarda con quegli occhiacci di legno - che nessuno porta meglio del Pinocchio di Carmelo Bene - e una bocca ridanciana piena di denti - che ci si figura stridano, anche se sembrano ridere - lo specialista si spaventa, è di fronte al buco nero nell’interpretazione.

 

 

In questi casi non si tratta semplicemente di ricordare, né di essere coerenti col testo, come nella parodia del personaggio americano che deve recitare davanti al tribunale, ma non ricorda la parte. La seconda scena degli Spostati mostra questo e molto di più: Roslyn deve andare a chiedere il divorzio. Nel camerino di casa sua, mentre si trucca, davanti allo specchio, cerca di ripetere a memoria, sottovoce, come pregasse, le parole trascritte, ma non ricorda. L’amica Isabelle la interroga (minuto 4:47 – 5:34).

 

 

Roslyn e Isabelle sono inquadrate attraverso lo specchio, Roslyn nell’atto di tamponare le labbra con un fazzoletto di carta: “In what way did this cruelty manifest itself?” (In che modo questa crudeltà si è manifestata?), chiede Isabelle.

Roslyn si gira, primo piano, lo specchio, si sposta ai margini del piano sequenza: “He persistently...”, Roslyn alza gli occhi al cielo, poi si alza dalla sedia, come per fuggire, la camera inquadra il seno e il ventre dell’attrice mentre si alza e dice: “How does that go again?” (In modo persistente lui... Di nuovo, come va avanti?).

 

Con questa sequenza Marilyn, grazie a John Huston e Arthur Miller, ottiene la sua rivincita. Mette in scena se stessa così com’è di fronte al tribunale dell’Ego hollywoodiano. La coerenza tra sguardo e linguaggio salta, così come il modo di recitare della viseità suprema, in cui l’espressione del volto e quella verbale devono necessariamente convergere. Il lavoro dell’attore perde il proprio asse, si mostra nei termini di una variazione enigmatica. Finalmente possiamo permetterci di pensare che l’espressione del volto e la significazione linguistica si muovano per linee parallele divergenti, doppio vincolo.

 

Vent’anni prima, due scienziati spostati, Margaret Mead e Gregory Bateson pubblicano Il carattere balinese (Balinese Character). Bateson scatta, a Bali, sequenze di azioni quotidiane, la viseità balinese. Lo fa perché non riesce a dar conto di alcuni sguardi che in Occidente paiono insignificanti. Le fotografie alternano in sequenza espressioni coerenti seguite da espressioni vuote. Abbiamo osservato che la viseità suprema cataloga le espressioni vuote dentro significazioni diagnostiche, nell’ambito dell’alienazione: ebete, demente, idiota, oligofrenico, autistico. Nominazioni sintomatiche: stupor, aura, dissociazione, derealizzazione. L’osservazione antropologica è costretta a smantellare i fondamenti del territorio psichiatrico, faticosamente costruito dai tempi di Pinel.

Bateson osserva che i vuoti espressivi ricorrenti - questi buchi neri dell’interpretazione specialistica - sono condizioni della vita quotidiana in uno stato stazionario.

 

Deleuze e Guattari ne intuiscono i vantaggi erotici traducendo la frase Some sort of continuing plateau of intensity is substituted for climax con Une espèce de plateau continu d’intensité est substitué à l’orgasme, che in italiano suona Una sorta di piano continuo d’intensità è sostituito all’orgasmo. L’orgasmo in questo caso non è esempio di climax piuttosto analogia. Le basi della società occidentale appoggiano sull’escalation: agone, competizione, concorso, gara, lite, comando, soluzione, adulazione, sottomissione, discussione, questioni di genere, politica, guerra, ecc. L’insieme delle condotte occidentali stanno alla sua sessualità come la loro conclusione apicale all’orgasmo. Questo povero orgasmo inesorabilmente triste, che la parte maschile dell’Occidente soffre. Bateson testimonia l’altro del dispendio. I suoi balinesi riproducono uno stato stazionario che mantiene un sistema di relazioni fondato su una sorta di attivazione/disattivazione visuale, una società fatalista, in cui se qualcuno si mette in testa di lavorare – nel senso di produrre un prodotto da vendere – è presto dissuaso. Si comincia da piccoli,come nell’immagine sequenziale di queste tre fotografie:

 

 

Attivazione visiva divertita della madre, progressiva disattivazione, che esita in un distacco del bambino dal seno, e uno sguardo vuoto verso l’operatore, accompagnato da uno sguardo deluso del piccolo. La viseità materna appare come incantarsi in un’espressione estatica, autistica. L’allattamento durerà tutto il giorno, ma il bambino non sarà mai sazio. Questo accade nelle società povere, non si accumula niente. Così è cresciuta anche Norma Jean, ma in una società opulenta, che non tollera la viseità eccedente. Ciò che non si potrà mai interpretare.

 

 



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Commenti: 9

Anonymous Mar, 24/01/2012 - 18:46

Professore, dovremmo incontrarci presto!
grande contributo

el sur de las m... Gio, 26/01/2012 - 21:41

la interpretazione è l'eccesso di:
gli sguardi sono appunto ció che:
non si saprá mai peró:
la dolcezza tra le braccie di un:

el sur de las m... Gio, 26/01/2012 - 21:43

saluti da Olanda

Pietro Barbetta Gio, 26/01/2012 - 23:30

Contraccambio i saluti. Quando ero piccolo e chiedevo un nuovo giocattolo alla mamma, lei mi rispondeva spesso, in meneghino: "Gira l'Olanda che l'è bèla granda". Non c'è alcun nesso tra questo e la Sua appartenenza a quella terra liberale e così bella, da sempre. Non ricordo neppure perché l'Olanda veniva definita granda, Forse solo per fare la rima.

S. Rocchi Sab, 28/01/2012 - 16:11

Pietro, sempre visionario.
Sarebbe stata fantastica una interpretazione di Carmelo nei panni tuoi.
Che giri e rigiri che fai fare ai miei pensier...
Grazie

Marcelo Pakman Sab, 28/01/2012 - 16:15

Beautiful article. The body has a right to defense, not self-defense because that "self" is also part of the body's own vanishing, as is "interpretation." Defense of the body against hermeneutic discipline. In its defense expression to the point of excess may be necessary, but in the corsi e ricorsi of strategic power struggles, expressionism may turn eveything around once more and try to impose the micropolitics of interpretation. In this micropolitics the orgasmic pleasure is a token paid to make the body disappear rapidly, after a sudden guest appearance, contrary to Gregory Bateson's Balinese interactions, and supported by the appropriate sexological discipline, full of knowledge and poor in an erotics of the surface as the one Susan Sontag proposed. Dopio vincolo, divergent parallel lines, but also the indeterminacy of little loci of resistance, something coming in the "in your face" expressions" as Barbetta says about Carmelo Bene, but also from what is apparently nothing and hides the excess to twist our disciplines, a doppiozero that is not nothing.

Leo Sab, 28/01/2012 - 16:27

ecco, inizio fra poco, spero, a lavorare con pazienti che hanno bisogno di 'facciare' interfacciarsi al mondo. il visitare è proprio una ricognizione del viso, credo, del visto che resta impresso nella maschera immobile, mai come in questo caso, la superficie epidermica è profonda interiorità relazionale.

Franco Fisichella Dom, 29/01/2012 - 18:51

Mi viene in mente che forse , visto la viseità catatonica di certe soubrette, tipo Valeria Marini, o l'ossessione di Barbara D'Urso di farsi riprendere mai frontalmente ma 3/4 verso destra si potrebbe coniare una nuova forma di schizofrenia: catodica.

Giacomo Conserva Mer, 29/02/2012 - 12:53

Deleuze ha scritto anche: diventare impercettibili (nei Dialogues)- sfuggire alla semantica impositiva del dominio, dove ogni classificazione è anche una prescrizione (l'aveva già detto Ferruccio Rossi Landi molti anni fa, a proposito del sistema linguaggio.) Non è così facile da fare.) (Qui c'è pure tutto il discorso del mimetismo/travestimento: il 'passing', il darsi/ pro-dursi come altro da quel che si è- o si era; l'identità sessuale e non come perfomatività, libera). (Cos'è la libertà?)

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