Paddy 100

Mentre sono in treno verso Verona leggo qualche pagina di Mani, considerato il capolavoro di Patrick Leigh Fermor, viaggiatore inglese, maestro di Chatwin e di molti altri travel writers inglesi del XX secolo. Luigi Licci, bravo libraio romano-veronese, ha organizzato una serata per celebrare il centenario della nascita di Leigh Fermor. A parlarne ha invitato Matteo Nucci, legato a PLF dal filo ellenismo, e William Blacker, ultimo rappresentante della grande tradizione odeporica britannica e autore di Lungo la via dorata, bellissimo resoconto di un'esperienza di vita nelle campagne rumene dopo la fine del comunismo e amico di Leigh Fermor. Paddy, come veniva chiamato dai numerosi intimi, ė noto per un leggendario viaggio a piedi dall’Olanda a Istanbul negli anni Trenta, ricreato artisticamente molti anni più tardi in una trilogia di cui ora esce in italiano l’ultima parte.

 

Arrivati a Verona ci dirigiamo verso il verde smeraldo della val Pantena (l'accento cade sulla e) in una serata di primavera col cielo che minaccia temporale. Ma prima dell'incontro bisogna mettere qualcosa sotto i denti, anche se gli orari sono quasi svizzeri. La mia ospite mi porta a colpo sicuro in un’osteria di paese dall’aria fuori dal tempo: sotto il portico qualche anziano sta finendo la partita a carte, al bancone del bar si consumano gli ultimi cicchetti prima di cena, mentre nella sala da pranzo, che ha un bellissimo affaccio sul verde della valle, solo una tavolata internazionale ci ha preceduto (scopriremo più tardi che si tratta di Blacker and friends). Anche se di fretta apprezziamo le freschissime tagliatelle ai piselli, gli sfilacci crudi di cavallo, oneste verdure cotte e un’ottima macedonia di fragole. Si beve un rosso della casa, parente povero del Valpolicella ma da ammettere senz’altro al desco.

 

Dopo cena proseguiamo per Ca’ Vendri, bellissima villa veneta del Cinquecento e, dopo aver percorso un lungo viale di cipressi, raggiungiamo una sala affrescata già piena di gente. Il padrone di casa, molto gentile e alla mano, si lamenta parecchio delle tasse sia in privato che in pubblico e, nonostante affitti la villa (e ogni occasione è buona) dice che si fatica troppo e spera che i russi o i cinesi siano interessati a travestirsi da patrizi veneti. Sarebbe un peccato, anche perché la serata riesce pienamente: Nucci si mette al servizio di Blacker che rievoca gli ultimi anni di Leigh Fermor, la comune passione per la Romania e quel giusto blend tra apollineo e dionisiaco nella vita di scrittore che dalle nostre parti riesce così male. Penso come a pochi chilometri da qui un genio come d’Annunzio si prestava a passare gli ultimi anni di vita diventando la caricatura (della caricatura) di se stesso. A concludere la serata un bel brindisi coi buoni vini veronesi tra amici vecchi e nuovi. La mattina dopo torno in città pensando come è fortunato chi vive da straniero nei paesi che ama: Leigh Fermor in Grecia, Blacker tra la Toscana e la Romania, ma io riesco a vivere solo in Italia.

 

Trattoria Pantheon, via Pantheon 39, Santa Maria in Stelle (VR). Tel 045550681. La trattoria prende il nome da un ipogeo romano del tardo impero che conserva bellissimi affreschi. Era purtroppo – come spesso accade – chiuso, ma il piccolo paese è molto grazioso e noto anche come punto di partenza del Piccolo Stelvio, paradiso dei mountain bikers. Per la cena abbiamo speso 25 euro.



  • Bollito con peara
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