Leccio, mitologie del distacco

Espandono la densa e scura chioma tondeggiante fin quasi a terra i lecci tenaci. Le grosse branche si dipartono presto dal tronco e danno loro quell’espressione solida, affidabile che li contraddistingue e che ha indotto Italo Calvino – figlio di illustri botanici – a piazzarne uno in favore di finestra per la fuga del suo rampante barone costretto a mangiar lumache:   Fu...


  • 28 febbraio 2016
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Betulle d'inverno

Per i contadini russi la betulla è albero dai molti usi, prodigioso e medicamentoso: le frasche buone per farne ramazze e avviare il fuoco; il legno compatto, leggero, battericida adatto per contenitori e oggetti domestici; l’elastica corteccia un tempo intrecciata per rustiche calzature (lapti), o lavorata per tinture e fibre tessili: in primavera – quand’è tenera...


  • 31 gennaio 2016
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Il dio che è negli alberi

Abita la terra da duemila anni, forse da prima della nascita di Gesù Cristo, ma all’altro capo del mondo, presso civiltà antiche e sepolte quanto quelle mesopotamiche. È il cipresso di Montezuma che sovrasta la semplice chiesa di Santa Maria del Tule, in Messico. A pochi chilometri, le imponenti rovine zapoteche del sito archeologico di Monte Albán. Piramidi,...


  • 25 dicembre 2015
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Laurus nobilis

Il foliage autunnale, per poco ancora, offre a terra le spoglie dorate dei ginko, le rosse di aceri e liquidambar. Dai rameggi nudi balzano in piena evidenza i verdi cupi delle conifere o quelli densi di elci, ilex, magnolie grandiflora. Ma per rompere la ragna grigia del giardino d’inverno non c’è verde perenne così poco verde, quasi nero quasi blu, e così...


  • 29 novembre 2015
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Funghi per Halloween

Autunno: tempo di streghe, di zucche e di funghi. Più delle cucurbitacee nell’immaginario fiabesco sono i miceti a essere associati a pozioni e filtri magico-stregoneschi, all’inquietante mondo del mistero e dell’ombra. Mangerecci, terapeutici, afrodisiaci, avvenenti, profumati o mortiferi, allucinogeni, infettivi, schifosi, puzzolenti, insomma malefici. Buoni o cattivi,...


  • 25 ottobre 2015
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Il platano dei poeti

Era il 4 gennaio 1960: Albert Camus si schiantava contro un platano a bordo della Facel Vega guidata dal suo editore, Michel Gallimard. Il rettilineo, nei pressi di Villebin, invitava la sportiva coupé di lusso (ce la immaginiamo rossa) a lanciarsi in velocità verso Parigi. Certo, il malcapitato platano non poteva togliersi di mezzo, ma mi è sempre spiaciuto associarlo alla...


  • 27 settembre 2015
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Hibiscus, il fiore della passione

Lo vedi e sei in Polinesia con Gauguin e la sua Vahine no te tiare (Donna col fiore), e tutte le seducenti indigene tahitiane ritratte nei suoi capolavori dove li portano all’orecchio o stampati sui parei. Colori caldi decisi, corolle grandi sensuali fanno dell’hibiscus il fiore della passione e di un eros edenico, primitivo, panico.   Hibiscus coccineus   Il genere...


  • 30 agosto 2015
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Gelsi bianchi e gelsi neri

Margini del Parco Nord, periferia milanese. Stupefatta, assisto a un gesto che non vedevo da tempo: un signore esce dall’automobile, si avvicina a un albero, afferra la frasca più bassa per raccoglierne i frutti. Niente di strano se fosse un susino o un fico. Ma l’albero è un gelso, e i frutti – o meglio i falsi frutti o sorosi – piccole more scure (Morus...


  • 26 luglio 2015
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Poppies! (and cornflowers)

Paradossi del paesaggio postmoderno: per ritrovare insieme fiordalisi e papaveri bisogna andare all’Expo. Per l’universale occasione li hanno seminati negli spazi verdi intorno ai padiglioni, mentre in centro vestono a nuovo le aiuole del Castello Sforzesco con il compito di richiamare alla memoria i campi di grano. Quelli di una volta, quelli ritratti da Claude Monet nei suoi celebri...


  • 28 giugno 2015
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Unter der/ den Linden

I tigli più famosi della letteratura italiana moderna sono quelli sotto cui Ugo Foscolo fa incontrare il suo Jacopo Ortis con il venerando Giuseppe Parini, circostanza poi ripresa anche nel carme I sepolcri (vv. 62-69). Momenti di fremiti politico-civili e ambrosie di poetica ispirazione. Ma le fronde folte, generose d’ombra, le foglie cuoriformi, i fiori di miele, il portamento...


  • 31 maggio 2015
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Fior di ginestra

Lenta, e saggia, per Leopardi è la ginestra. Ma ogni anno, tra aprile e maggio, quando i declivi ridono e profumano di giallo, non mi sovviene il canto estremo del Recanatese. A rischio d’apparir dimentica del crudo destino dell’umana specie, e sciocca quanto il secolo da lui dileggiato, quando le ginestre sono in fiore è una pagina dannunziana che mi corre alla mente....


  • 26 aprile 2015
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Mimosa e mimose

Non si capisce cosa ci sia da festeggiare. Ti regalano il rametto giallo d’ordinanza e il giorno dopo te lo ritrovi rinsecchito nel vaso. Spreco di mimose, di retorica, di sentimentalismo. Lasciamo le mimose sugli alberi e le donne a cavarsela da se stesse, come sempre. Quelle partigiane e comuniste che, a Roma nel 1946, pensarono di caratterizzare la celebrazione dell’8 marzo con un...


  • 7 marzo 2015
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Elleboro: follia di carnevale

Andar per fiori nel bosco d’inverno? Si può. Si può, nel cuore del gennaio fino al febbraio inoltrato, raccogliere mazzolini di ellebori per i vasi di casa, estensioni mentali della passeggiata, delle sue grazie umide e dei sentori muschiati: là ho raccolto quello soffuso di rosa, questo occhieggiava candido sotto le foglie del castagno cavo, quest’altro tutto...


  • 21 febbraio 2015
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Vischio

Bello l’inverno quando contro i cieli chiari s’intrecciano neri i rameggi degli alberi. Tutto è terso, freddo, cristallino. Nel gelo, il vischio (Viscum album) sugge il verde che brilla nei sospesi grappoli e riluce di diafane bacche.   Cespuglio epifita ed emiparassita, nel regno vegetale il vischio è un doppio scroccone: approfitta della pianta ospite per...


  • 25 dicembre 2014
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La signora dell’inverno

A mitigare la struggente spigolatura autunnale delle ultime rose ci soccorre la Camellia sasanqua. Più simpatica e amabile della japonica (dai fiori primaverili troppo lourds ai miei occhi), la sasanqua possiede due qualità impagabili: fiorisce per tutto l’inverno con un’abbondanza di boccioli che si schiudono uno via l’altro e – a dispetto dell’opinio...


  • 19 dicembre 2014
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Biografia

Angela Borghesi è nata a Brescia nel 1959. Deve l'attenzione appassionata per alberi fiori e animalii al nonno contadino Giulio Conforti, al maestro e ornitologo Giuliano Salvini. Ma, soprattutto, a un luogo speciale del suo paese d'origine: le torbiere di San Pietro in Lamosa.
Insegna Letteratura italiana contemporanea all'Università di Milano Bicocca.

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